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L'attesa è stata lunga, tanti i rinvii e molte le polemiche ma finalmente è entrata in vigore anche in Italia la Class Action dal primo Gennaio di quest'anno. La Class Action consente ai consumatori di intentare una causa collettiva contro una azieda che li ha danneggiati anche se darà diritto solo a un risarcimento per il danno che si è subito ma non consentirà una sanzione nei confronti dell'azienda con effetto punitivo (cosa che invece avviene negli Stati Uniti dove i giudici hanno la facoltà di comminare sanzioni importanti per punire l'azienda ed evitare che situazioni del genere si ripetano).L'idea fondamentale di questa azione è quella di aiutare i cittadini che singolarmente non avrebbero avuto la forza economica e la possibilità di citare una grossa azienda per un torto subito.
La Class Action in Italia arriva dopo due rinvii e numerose modifiche, l'idea fu introdotta durante il governo Prodi nella legge finanziaria del 2008 ma dopo la caduta del governo fu rinviata dal successivo esecutivo Berlusconi prima per l'inizio del 2009, poi per il luglio dello stesso anno e infine dopo ulteriori modifiche siamo arrivati all'inizio del 2010. La Class Action in vigore in Italia non è applicabile per questioni retroattive, quindi è possibile attuarla per avvenimenti svoltisi dal 16 agosto 2009, quindi sono sicuramente esclusi da tutto ciò i più grandi scandali italiani quali Cirio, Alitalia, Lehman Brothers, i bond argentini e Parmalat.
Sarà possibile aderire in corsa alla Class Action, infatti dopo essere stata intentata da un cittadino, anche altre vittime potranno far propria la questione senza per questo servirsi di un avvocato personale. I campi di attuazione della Calss Action potranno variare da chi si è visto vendere un prodotto difettoso a chi ha subito azioni commerciali scorrette, fino a chi è stato danneggiato da un non adempimento di un contratto stipulato. L'azione, intrapresa singolarmente da un cittadino o con il patrocinio di una associazione di consumatori, dovrà essere vagliata dal giudice prima di essere avviata. Un aspetto controverso riguarda invece la Class Action intrapresa contro enti pubblici, in questo caso non è previsto un rimborso pecuniario ma solo il reintegro del servizio oggetto del contendere.
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